Lo Hobbit Degli Anelli

Poster Ebbene si. L’ho visto.
Beh, c’è qualcuno che non è andato a vederlo di questi tempi?!
Ricordo ancora quando 10 anni fa vidi al telegiornale le prime immagini del Signore degli Anelli. Per me fu come una rivelazione, visto che non era ancora l’epoca del selvaggio web come adesso (almeno, in Italia). Rimaneva e rimane tutt’ora il mio libro preferito, che ha gettato le basi per quella che per me è l’epica fantasy. Nessun altro libro mi ha coinvolto così, nessun altro romanzo mi ha fatto letteralmente sognare così. E probabilmente, nessun altro lo farà. E’ un po’ come il primo amore no? Te lo porti dietro per sempre, nel bene e nel male.
Ora, io ovviamente dopo il Signore degli Anelli lessi anche quasiasi altra cosa avesse mai scritto Tolkien, compreso “Lo Hobbit”. Ecco, fu per me una mezza delusione. Stile di scrittura troppo diverso, trama troppo diversa (in senso ampio, chiaramente). E forse anche una traduzione che puntava molto ad un target più infantile. Con gli anni ho capito che in realtà “Lo Hobbit” non era altro che il primo tassello di quello che poi sarebbe diventato il Signore degli Anelli. Aveva in potenza tutta quello che poi è diventato dopo. Chissà, forse lo stesso Tolkien non ne era ancora a conoscenza. E probabilmente, è andata proprio così!

Tutta questa noiosissima introduzione ha un perchè. Anzi, due! 

Il primo è l’ennesima prova che sono un tizio parecchio prolisso quando mi ci metto. Ho preso da mia nonna che per spiegarti le cose partiva ogni volta da Adamo ed Eva. Sbagliando i nomi perchè, povera nonna, non azzeccava mai i nomi al primo colpo ma dopo diversi tentativi. Per cui, i tempi si allungavano!! Il secondo è la reale motivazione per cui attendevo parecchio, ma proprio parecchio, questo film, anche se mai come la prima trilogia. Ecco, parlo già di prima trilogia… Si vede che sono un fan di Star Wars eh?!

Dicevo, l’attesa era tanta per un motivo.. Peter Jackson. Colui che aveva trasformato i miei sogni di ragazzino in realtà, ora ci riprova. Perchè questo è “Lo Hobbit” di Peter Jackson, non di J.R.R. Tolkien. Ed è giusto che sia così, è giusto. E’ fottutamente giusto.
Questo è il seguito spirituale del film “Il Signore Degli Anelli”. E mi viene anche da dire : caro George Lucas, guarda e impara come si gira il seguito di una delle saghe più belle di tutti i tempi. Cazzone!the-hobbit-an-unexpected-journey-2012-movie-gandalf

L’atmosfera è la stessa, il profumo della Terra di Mezzo è lo stesso. Si respira l’aria della Contea all’inizio, proprio come se ci trovassimo davvero lì. Sappiamo già che tutta l’epopea di Sauron, Aragorn e Frodo c’è già stata. Anzi, a dire il vero ci sarà! Sappiamo già come va a finire, ma non ce ne importa. Quello che vogliamo fare è sederci davanti ad un camino acceso, a sentire una storia mentre fuori nevica. Mentre il mondo esterno è là fuori che ci aspetta, noi vogliamo vivere in un mondo fatto di lealtà, valori ormai dimenticati, di eroi e malvagi senza scrupoli. Cinematograficamente parlando, “lo hobbit” è proprio questo : un libro davanti ad un fuoco. Un qualcosa che non c’è più, perchè provate a mettervi di fronte ad un caminetto con un iPad. Al primo schizzo di cenere bestemmierete in turco perchè vi si è rovinatolo schermo da 300 euro.
E poi vogliamo crescere, perchè Lo Hobbit è la più classica delle storie di formazione. Il personaggio che abbandona le comodità per l’avventura, è un classico della narrativa fantastica. E’ il bambino che diventa grande. Quella cosa cosa in cui chiunque di noi può rispecchiarsi, visto che c’è un Bilbo in ognuno di noi.

Ora, questa è tutta la carica d’atmosfera che ha permeato il film. Che ha avvolto me, in particolare. Molti non l’avranno sentita, ma è normale. L’emozione è qualcosa di soggettivo, non la si può veicolare. Aggiungo, per fortuna.hobbitthereandbackagain

Il film dura tre ore, e non le ho minimamente avvertite. Anzi, sul finale, speravo che durasse ancora il doppio. E questo è il primo difettino del film, perchè come primo capitolo di una nuova trilogia il finale è ovviamente un carico di speranza e non un punto fermo.
Differenze con il il libro ci sono e sicuramente tante minori non ne avrò notate a causa della lettura di, per l’appunto, più di 10 anni fa. Penso che siano state inserite proprio per dare maggior respiro ad una trama che vuole essere più articolata rispetto a quella del libro stesso. Ecco la grande differenza rispetto allo scritto originale : questo film è pensato per essere accorpato e inserito insieme al Signore degli Anelli, laddove in origine Tolkien probabilmente non ne era così convinto. Altro difetto (ma qui non c’entra niente, è una mia lamentela generale) è il 3D. Inutile come sempre e dannoso per la visione, perchè spesso e volentieri la sfocatura (specie nei movimenti di macchina veloci) era nemico in agguato. Un po’ come gli orchi.
Un altro difetto sta secondo me nella coralità del film, che soverchia alcuni personaggi. Gandalf per esempio si è ritagliato un po’ troppo spazio, per quanto comunque sia uno dei personaggi più interessanti. Così come lo stesso Gandalf  abusi un po’ troppo della sua posizione di “deus ex machina”. Quando i nani sono in difficoltà, ci pensa sempre lui con entrate in scena ad effetto. Un po’ troppo comodo a dire il vero! Questo a discapito di Bilbo, che dovrebbe essere il protagonista incontrastato (come lo era nel libro, per esempio) e che nel libro originale effettivamente aveva un ruolo più attivo.
Che, ve lo dico, mi è anche più simpatico del buon Frodo!

Però, ripeto, chissenefrega. E ripeto, Peter Jackson avrà tanti difetti come storyteller, ma qui lui gioca nel suo mondo : il mondo dell’epica. Probabilmente, è il suo talento. Lui ne conosce i tempi, i ritmi, i modi. Che non necessariamente coincidono con quelli cinematografici, intendiamoci. Ma sono quelli giusti per chi vuole raccontare un certo tipo di storia. Sono gli stessi tempi e modi che aveva Tolkien. Che ha ereditato dai grandi classici, da Omero all’Ariosto.

E vogliamo parlare della splendida colonna sonora? E di tutti quei piccoli momenti, quelle piccole cose… L’incontro tra Bilbo e Gollum poi secondo me è uno dei momenti più alti del film. La svolta interiore del protagonista. Si sente.E poi l’allegria dei nani, le canzoni che intonano all’inizio in casa Baggins… Uao. Quello è lo spirito di Tolkien.
Grande comparto tecnico e grandi scene all’aria aperta. Cosa si può volere di più?
Hobbit5

Per cui, se vi è piaciuto il Signore degli Anelli, vi piacerà anche questo. Se non vi è piaciuto, non vi piacerà. L’equazione è semplice. Ma in questo secondo caso, vi invito a fare una cosa. Prendetevi una serata, spegnete qualsiasi cosa di vagamente elettronico intorno a voi e concedetevi un libro che vi faccia sognare. Magari mentre aspettate che alla vostra porta bussi uno stregone che vuole proporvi un’avventura.
Probabilmente, è anche il miglior regalo di Natale che possiate farvi.

A presto, mentre fischietto la canzone della Montagna Solitaria.

Marco

PS : Comunque anch’io adesso voglio mettere tra il nome e il cognome delle lettere finte che mi facciano da secondo nome. Altro che George R. R. Martin, J.K.Rowling e compagnia bella! Da oggi sarò Marco A.E.I.O.U. Ventura.
Tiè!

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